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La Convenzione di Oviedo

La “Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina”, conosciuta come “Convenzione sui diritti dell’Uomo e la Biomedicina” è stata promossa dal Consiglio d’Europa e firmata a Oviedo (Spagna) il 4 aprile 1997. E’ entrata in vigore il 1° dicembre 1999.

Tale Convenzione fu il primo strumento giuridico internazionale volto a proteggere la dignità, i diritti e le libertà dell’essere umano contro ogni abuso dovuto ai progressi della biologia e della medicina. Certamente, alcuni dei principi in esso contenuti erano già presenti in termini più generali nei precedenti trattati internazionali sui diritti umani, come la Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950 o il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966. Tuttavia, per la prima volta questi diritti sono stati sviluppati e riuniti in un unico strumento multilaterale riguardante la bioetica.

La Convenzione è strutturata in 14 capitoli, per un totale di 38 articoli, preceduti da un preambolo che riporta i motivi ispiratori della Convenzione:

  • Capitolo I – Disposizioni generali: l’interesse dell’essere umano deve prevalere sull’interesse della scienza o della società.
  • Capitolo II – Consenso: la persona interessata deve dare il suo consenso prima di ogni intervento, salvo le situazioni di urgenza, e può in ogni momento ritirarlo. Un intervento su persone incapaci di dare il proprio consenso, non deve essere eseguito, salvo che non produca un reale e sicuro vantaggio per la sua salute.
  • Capitolo III – Vita privata e diritto all’informazione: ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e ha il diritto di conoscere ogni informazione sulla propria salute.
  • Capitolo IV – Genoma umano: è vietata ogni forma di discriminazione nei confronti di una persona in base al suo patrimonio genetico e si autorizzano test genetici solo a fini medici. Sono permessi interventi d’ingegneria genetica solo per ragioni preventive, diagnostiche o terapeutiche e solo quando lo scopo non sia di modificare il patrimonio genetico di una persona.
  • Capitolo V – Ricerca scientifica: sono fissate delle regole riguardanti l’esercizio della ricerca medica prevedendo condizioni dettagliate e precise. E’ vietata la costituzione di embrioni umani per la ricerca e quei paesi in cui la ricerca sugli embrioni in vitro è consentita devono assicurare una protezione adeguata dell’embrione.
  • Capitolo VI – Prelievo di organi e di tessuti da donatori viventi a fini di trapianto: è vietato il prelievo di organi o di tessuti non rigenerabili su una persona non avente la capacità di prestare validamente il proprio consenso.
  • Capitolo VII – Divieto del profitto e utilizzazione di una parte del corpo umano: il corpo umano e le sue parti non devono essere, in quanto tali, fonte di profitto.
  • Capitolo VIII – Violazione delle disposizioni della convenzione: le Parti assicurano una tutela giurisdizionale appropriata al fine di impedire o far cessare una violazione illecita ai diritti e ai principi riconosciuti nella Convenzione.
  • Capitolo IX – Relazione fra la presente convenzione e altre disposizioni: le sole limitazioni sono quelle prescritte dalla legge e che sono necessarie in una società democratica nell’interesse della salute pubblica, per la prevenzione del crimine o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui.
  • Capitolo X – Dibattito pubblico: la Convenzione riconosce l’importanza dei dibattiti pubblici e delle consultazioni su queste problematiche.
  • Capitolo XI – Interpretazione e seguito della convenzione: Il Comitato di direzione sulla bioetica (CDBI), o ogni altro comitato indicato dal Comitato dei Ministri, nonché le Parti potranno adire la Corte europea per i diritti dell’uomo per avere un parere consultivo su questioni giuridiche concernenti l’interpretazione della Convenzione.
  • Capitolo XII – Protocolli
  • Capitolo XIII – Emendamenti alla Convenzione
  • Capitolo XIV – Clausole finali

La Convenzione non è stata adottata da tutti i paesi dell’Unione Europea. L’Italia ha sottoscritto e recepito la Convenzione nel proprio ordinamento giuridico attraverso la legge del 28 marzo 2001 n. 145.

La Convenzione è stata integrata da tre protocolli aggiuntivi:

(a) protocollo sul divieto di clonazione di esseri umani, Parigi 1998;

(b) protocollo riguardante il trapianto di organi e tessuti di origine umana, Strasburgo 2001;

(c) protocollo addizionale riguardante la ricerca biomedica Strasburgo 2005.

 

 

Fonti e articoli correlati:

Convenzione sui diritti dell’Uomo e la Biomedicina, Consiglio d’Europa

www.treccani.it/enciclopedia/convenzione-di-oviedo_

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